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Misery Index: il disagio degli italiani cala ai minimi dal 2011

26/07/2019

Misery Index: il disagio degli italiani cala ai minimi dal 2011In maggio è sceso l'indice di disagio tra i cittadini italiani, che hanno visto un quadro inflativo tranquillizzante e un inatteso miglioramento del mercato del lavoro.

Infatti, il Misery Index Confcommercio (Mic) si è attestato a 16,5, ovvero al livello più basso degli ultimi otto anni, in diminuzione di ben quattro decimi di punto rispetto al valore di aprile. Ed è una buona notizia per noi.

L’indicatore, infatti, non è altro che la sintesi sullo stato del Paese: mette assieme il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione con l’obiettivo di valutare la percezione (in termini di povertà e felicità) della condizione economica del momento.

Confcommercio evidenzia come il ridimensionamento dell'indicatore sia stato determinato, oltre che da un'evoluzione più contenuta dei prezzi dei beni e servizi, anche dai miglioramenti registrati sul versante dell'occupazione.

Nello stesso mese, prima del lieve assestamento osservato poi in giugno, anche l’andamento della fiducia dei consumatori rilevato dall’Istat aveva mostrato un netto miglioramento, dopo tre mesi consecutivi di calo (passando a 111,8 punti dai 110,6 segnati in aprile).

Anche in questo caso tutte le componenti dell’indice hanno registrato un miglioramento: quelli del clima economico e corrente hanno segnato gli incrementi più marcati, mentre aumenti più contenuti avevano caratterizzato il clima personale e, soprattutto, le attese per il futuro.

Il quadro economico presenta alcune incognite

La chiave di lettura di questa fotografia è molto probabilmente quella data dalla maggioranza degli analisti, secondo cui la presenza di un contesto economico stagnante determina molte incertezze sulle possibilità che questo andamento positivo prosegua nella seconda parte del 2019.

Intanto, scendendo nei dettagli dell’analisi di Confcommercio, il miglioramento dell’indicatore Mic osservato in maggio è stato determinato sia dal rallentamento dell’inflazione per i beni e i servizi ad alta frequenza d’acquisto (in particolare la voce dei carburanti), sia da un miglioramento della disoccupazione.

Un movimento che ha caratterizzato comunque tutta la prima parte del 2019, che ha visto il consistente e progressivo ridimensionamento dell’indice Misery, tornato sui livelli della prima parte del 2011, proprio grazie al minore apporto delle pressioni inflative e al rasserenamento registrato sul fronte del mercato del lavoro.

Un clima che ha rasserenato le famiglie italiane che, secondo le più recenti ricerche, hanno continuato a chiedere finanziamenti alle banche.

È quanto riportato dalla notizia su MutuiOnline.it dal titolo “Credito: erogazioni salgono, prosegue lo sprint”, secondo cui nel 2018 le erogazioni di credito al consumo hanno proseguito la crescita (+6,3% annuo), accelerando addirittura (+9,4%) il ritmo nel corso del primo trimestre di quest’anno (dati Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia).

A questo proposito, chi volesse chiedere un prestito può consultare il sito PrestitiOnline.it, dove può comparare le offerte più aggiornate degli istituti di credito, comporre autonomamente un prospetto scegliendo le opzioni più convenienti e anche sottoscriverlo.

Il miglioramento del mercato del lavoro

Tuttavia l’orizzonte presenta alcune nubi. Il quadro congiunturale è tornato stagnante - dopo il breve spunto primaverile – e i suoi effetti, secondo il timore che sta condizionando i consumatori, potrebbero trasferirsi primo o poi sul mercato del lavoro.

In particolare, secondo la nota di Confcommercio, a maggio il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 9,9%, scendendo per la prima volta da febbraio 2012 al di sotto della doppia cifra.

Il dato è sintesi di un significativo aumento, rispetto ad aprile, del numero di occupati (+67mila) e di una diminuzione delle persone in cerca d’occupazione (-51mila). Nel confronto con maggio 2018 si è quindi confermata la tendenza positiva, con una variazione di 92mila unità nel numero di persone occupate ed un calo di 192mila disoccupati.

A fare da contraltare sono però le ore di Cig, che in maggio sono aumentate del 6,5% tendenziale, confermando la tendenza al peggioramento iniziata lo scorso febbraio (+11,4% nei primi cinque mesi dell’anno).

A cura di Fernando Mancini
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