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Mercato auto Ue: in maggio ritrova il segno più

Pubblicato il 01/07/2019

Il mercato dell’auto dell’Ue+Efta (dove si concentra il 70% delle vendite del Vecchio continente), dopo otto mesi consecutivi di ribasso, ha ritrovato, seppur di poco, il segno più: le immatricolazioni di auto nuove risultano infatti cresciute in maggio dello 0,04% a quota 1.443.708 unità rispetto allo stesso periodo del 2018.

È quanto emerge dalle statistiche pubblicate dall’associazione dei costruttori Acea, secondo cui a trainare le vendite sono stati soprattutto di Paesi del Centro Europa (+6,2% in questa area), mentre i cinque principali Paesi dell’Europa dell’Ovest hanno registrato risultati contrastanti: -7,3% la Spagna, -4,6% il Regno Unito, -1,2% l’Italia.

Segni positivi invece per i mercati di Germania (+9,1%) e Francia (+1,2%). A questo riguardo c’è da segnalare che la Germania ha potuto beneficiare di due giorni lavorativi in più rispetto alla media europea, senza i quali la crescita sarebbe stata zero, mentre nei primi cinque mesi il mercato tedesco mostra un incremento contenuto nell’1,7%. In Francia invece, il crollo delle vendite di auto diesel (-11,2% annuo) è stato più che compensato dalle vendite delle vetture a benzina. 

Promotor, trend di fondo di tutto rispetto

Complessivamente nei primi cinque mesi del 2019 le vendite di nuove vetture in Europa sono calate del 2,1% tendenziale, a un totale di 6,7 milioni di unità. In questo periodo, con la sola eccezione della Germania, tutti gli altri cinque principali Paesi Ue hanno scritto a bilancio il segno meno.

Il mercato europeo dell’auto è dunque sostanzialmente in stagnazione, anche se il trend di fondo resta abbastanza elevato e questo consente di ipotizzare per l’intero anno 15,2 milioni di nuove immatricolazioni. La stima arriva dal Centro studi Promotor, il cui presidente, Gian Primo Quagliano, commenta che si tratta di “un livello di tutto rispetto anche se è ancora relativamente lontano (-5%) dal massimo di 16 milioni di immatricolazioni toccato nel 2007”.

Il quadro economico del Vecchio continente, aggiunge, “è ancora in crescita, anche se sull’andamento congiunturale incidono numerosi fattori di freno, e vi sarebbero le condizioni per un’ulteriore sviluppo della domanda di autovetture se non vi fosse la forte penalizzazione introdotta dalla demonizzazione del diesel”. 

La penalizzazione del diesel continua i suoi effetti negativi

Questo fattore, spiega, sta infatti inducendo molti automobilisti “a rinviare la sostituzione dei loro vecchi diesel in mancanza di soluzioni alternative per loro pienamente soddisfacenti in termini di economia d gestione e di flessibilità di impiego”. In Italia si registra un piccolo calo in maggio (-1,2%) e un calo leggermente più accentuato nei primi cinque mesi dell’anno (-3,8%). Come d’Oltralpe, anche nel nostro Paese è particolarmente pesante la penalizzazione del diesel (-24,1%) a vantaggio delle soluzioni a benzina (+23,9%).

“Di fatto - conclude Gian Primo Quagliano - la demonizzazione del diesel sta incidendo, sia pure in misura differenziata tra Paese e Paese, su tutto il mercato europeo. Tra l’altro la stragrande maggioranza degli automobilisti che abbandonano il diesel optano per vetture a benzina con emissioni di CO2 superiori a quelle delle auto diesel.

La demonizzazione del diesel, oltre che un’ingiustizia nei confronti dei milioni di automobilisti che hanno trovato in questo tipo di motorizzazione la soluzione ottimale per le loro esigenze, costituisce un clamoroso autogol per gli ambientalisti.

Sarebbe quindi altamente opportuno che i Governi competenti adottassero provvedimenti per rendere meno devastante la crociata contro il diesel”. Chi volesse comprare un’auto e avere bisogno di un finanziamento ad hoc, può consultare il sito PrestitiOnline.it, dove può comparare le proposte delle varie banche, disegnare il prestito in base alle proprie necessità e anche sottoscriverlo. 

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

Auto vendite europa acea diesel

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