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Imprese sempre più attendiste. Giù le richieste di prestiti

Pubblicato il 08/11/2019

Aggiornato il 11/11/2019

importi

“Continua anche nel terzo trimestre il rallentamento del numero di richieste di credito presentate dalle imprese italiane, che stanno adottando un atteggiamento prudente in attesa che si definisca meglio il quadro politico ed economico. Inoltre, il fatto che la rischiosità del comparto imprese veda tassi di default in costante miglioramento, con un outlook per il biennio 2019-2020 sostanzialmente stabile, beneficia non solo delle accomodanti politiche monetarie della Bce, ma anche dell’atteggiamento delle imprese che si rivolgono agli istituti di credito quando sono plausibilmente certe di riuscire a sostenere gli impegni finanziari assunti". Così, Simone Capecchi, executive director di Crif, commenta i dati dell'ultimo barometro trimestrale elaborato da Crif, che mostrano un ulteriore calo del 3,1% delle richieste di credito da parte delle imprese italiane. In diminuzione anche l'importo medio richiesto (-4,1%), che fa segnare il valore più contenuto degli ultimi 6 anni. "Nel complesso il  mercato del credito sta vivendo una fase di forte cambiamento, accelerato dall’avvento di nuove normative, di tecnologie innovativi e nuovi approcci - argomenta Capecchi - A questo riguardo, l’analisi del segmento merceologico in cui opera la singola impresa, letto anche in ottica prospettica, diventa sempre più importante e consente di integrare una prospettiva forward looking nelle decisioni creditizie, elemento ormai imprescindibile anche in sede di valutazioni contabili e regolamentari.

L'analisi

Le elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni (oltre 9 milioni sono riconducibili a imprese), confermano anche nel terzo trimestre 2019 una posizione attendista da parte delle imprese italiane, con un andamento delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti in calo del -3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, la flessione è stata generata dal crollo del 9,5% delle richiesta da parte delle imprese individuali (volumi così contenuti non si registravano dal 2012), che non hanno trovato compensazione nella crescita leggera delle richieste da parte delle società di capitali (+1,1%). "A determinare questa dinamica involutiva hanno contibuito l’incertezza sul quadro macroeconomico generale e il peggioramento degli indicatori di fiducia" si legge nell'analisi di Crif. E di fatto, storicamente, le imprese individuali tendono a reagire di pancia nelle fasi di incertezza, adottando un atteggiamento cauto e posticipando gli impegni finanziari o sostenendoli con capitali propri.

Giù gli mporti medi

Il calo delle richieste di prestiti da parte delle imprese è stato accompagnato anche da una flessione dell'importo medio dei finanziamenti (-4,1%), che nel terzo trimestre dell’anno si è attestato a 69.986 euro. È il dato più basso dal degli ultimi 7 anni. Nello specifico, le richieste presentate dalle imprese individuali hanno visto un importo medio pari a 27.469 euro, in calo del 5,5% rispetto al terzo trimestre 2018. In netta flessione (-6,8%) anche limporto medio richiesto dalle società di capitali, che si ferma a 95.562 euro. Relativamente alla distribuzione per classi di importo, nell'ultimo trimestre dell'anno quasi un terzo del totale delle richieste (il 32,6% del totale) si è concentrato nella fascia al di sotto dei 5mila euro in virtù del peso preponderante delle richieste presentate da ditte individuali e micro imprese. Le richieste di importo superiore ai 50mila euro, invece, arrivano a spiegare più di un quinto del totale.

A cura di: Gabriele Petrucciani

Parole chiave

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