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Dalla cessione del quinto al prestito cambializzato, la way out del cattivo pagatore

01/11/2019

La way out del cattivo pagatore

Ritardare il pagamento di una o più rate di rimborso di un finanziamento può costare caro. Si diventa in automatico “cattivi pagatori” e si finisce come tali nei Sic (Sistemi di Informazione Creditizia): i registri in cui vengono riportate tutte le informazioni relative alle richieste di credito e alle modalità di rimborso dei prestiti in corso. La segnalazione ha una durata limitata (in base alla gravità del singolo evento) e, nel periodo della sua validità, limiterà le possibilità di ottenere nuovi finanziamenti. Ma esiste una way out, questa inibizione dal mondo del credito non è a vita. I termini per la cancellazione variano dai 12 mesi ai 36 mesi, a seconda delle cause che hanno generato la segnalazione della posizione negativa. In questo periodo l’accesso al credito è molto difficile perchè banche o finanziarie associano al pagatore un alto rischio di insolvenza. E quindi non concedono credito. Ma una volta scaduto questo termine e ottenuta la cancellazione dai registri, è tuttavia possibile richiedere un nuovo prestito, ma secondo soluzioni ad hoc che diano maggiori garanzie di rimborso agli istituti di credito che erogano il finanziamento. Generalmente, le richieste di prestito personale a soggetti segnalati sono respinte nella maggior parte dei casi.

Cessione del quinto

Una soluzione alla quale si può provare a ricorrere, nel caso si abbia necesità di un finanziamento e si rientri nella categoria dei “cattivi pagatori” è data dal prestito con cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Questa tipologia di prestito è concedibile a dipendenti pubblici o privati e a pensionati (anche in convenzione INPS ed EX-INPDAP): la garanzia è data dallo stipendio o dalla pensione. Non è finalizzato e permette di ottenere fino a 60mila euro detraendo la rata di rimborso direttamente dall’importo dello stipendio o della pensione percepiti, costituendo così per la banca una valida garanzia di rientro della somma concessa. Rata che non può eccedere il quinto dello stipendio (da qui deriva il nome del prestito). Fiditalia, ad esempio, ha messo a punto “Quintocè” la proposta di cessione del quinto dello stipendio o della pensione riservata a lavoratori dipendenti oppure a coloro che sono usciti dal mercato del lavoro, anche con protesti e segnalazioni nelle banche dati come cattivi pagatori. Gli importi finanziabili e i tassi di interesse Tan e Taeg sono come sempre commisurati al profilo di rischio del cliente.

Fideiussione

La seconda via percorribile è quella della fideiussione dove la garanzia è offerta da un soggetto terzo che si impegna ad intervenire nel caso in cui l’intestatario del prestito non riuscisse a rispettare gli obblighi previsti dal contratto.

Prestito cambializzato

Infine, c’è l’ipotesi del prestito cambializzato che prevede il pagamento di cambiali a scadenza mensile come modalità di rimborso. Proprio le cambiali, firmate dal debitore al momento della stipula del contratto, costituiscono un titolo di credito che assicura al creditore il rientro immediato delle somme prestate attraverso la procedura di pignoramento dei beni del debitore. Attenzione però, questo tipo di prestiti sono pur sempre dei finanziamenti che vengono concessi al termine di un’istruttoria all’interno della quale la banca cercherà sempre di comprendere in che modo intendi restituire il capitale. Inoltre, la richiesta di un prestito cambializzato, e la sopravvenuta impossibilità a pagare le cambiali, potrebbe portare a ripercussioni ancora più negative per la propria situazione debitoria.

A cura di Sofia Fraschini
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