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Credito al consumo Ue: grandi potenzialità con le nuove tecnologie

05/06/2019

Credito al consumo Ue: grandi potenzialità con le nuove tecnologieIl settore del credito al consumo continuerà a crescere in tutta Europa registrando un balzo del 5% entro il 2021. Anche in Italia, dove l’adozione della tecnologia e delle nuove norme Ue va avanti a rilento.

È quanto emerge da uno studio realizzato da Roland Berger, che ha preso in esame il parere di 92 top executive di banche provenienti da 13 Paesi.

Secondo il 95% del campione il mercato continuerà a crescere, seppure in modo moderato. Piuttosto incoraggianti, in vista di un consolidamento, anche le aspettative dei player italiani. A pensarlo è il 70% degli intervistati.

Digital Transformation e nuove Customer Journey (marketing globale, compresi social, blog e recensioni) sono le due sfide su cui si gioca il successo nel mercato dei prestiti per acquistare un’auto o qualsiasi altro bene durevole, dei prestiti personali, della cessione del quinto e delle revolving card. Secondo lo studio, assisteremo a un'accelerazione del trend: icontratti cartacei (oggi ancora largamente prevalenti in Italia) cederanno il passo a quelli dematerializzati firmati in digitale.

Instant payments, Italia ancora affezionata alla filiale

Le vendite si sposteranno dunque sempre di più online e su mobile, anche se la maggior parte dei manager vede ancora la filiale fisica - magari al termine di un percorso online – come il posto dove il cliente si recherà per finalizzare.

A questo riguardo il cliente può sfruttare l’opportunità del sito PrestitiOnline.it, che permette un agile confronto delle varie proposte degli istituti. Nello stesso facile modo, può valutare le proposte più convenienti, beneficiare di un consulente messo a disposizione e anche di chiudere il prestito: tutto online.

Ritornando alla ricerca, solo il 20% dei manager in Italia si aspetta di chiudere la maggior parte dei contratti in remoto senza interazione alcuna con un operatore in filiale o al telefono (percentuale che sale al 38% in Europa). In pratica, nonostante i passi avanti fatti – come riportato nella notizia “Conti correnti: più liquidi e più internet per gli italiani” – i risparmiatori del Belpaese sono ritardo per quanto riguarda l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Italiani titubanti sull’open banking

Le nuove norme europee, in particolare la Psd2 (pagamenti digitali effettuati, ad esempio, tramite app) e la Gdpr (trattamento dei dati personali) che puntano a realizzare un mercato unico integrato, sono viste dai più non solo come un rischio ma anche come una opportunità per rafforzare il legame con la clientela e offrire nuovi servizi. Leggermente diversa la realtà in Italia, dove queste potenzialità sono percepite meno.

Infatti, gli instant payments sono considerati un’innovazione critica per rafforzare il core business (secondo il 29% dei partecipanti italiani), e poco più del 10% crede che l'opportunità di offrire un servizio di aggregazione di conti ("open banking”) possa fare la differenza (rispetto al 40% registrato per esempio in Germania).

Il successo dello sharing impone nuovi prodotti

Altro tema che potrebbe incidere molto sul mercato dei prestiti personali è il cambio di paradigma sempre più in voga tra i più giovani e anche fra i meno giovani: possesso contro uso. Anziché comprare un’auto i millennials e i professionals che vivono nei grandi città sono sempre più soliti optare per il car sharing.

Dallo studio emerge che ben il 62% degli intervistati cita proprio i cambiamenti nelle attitudini a favore dello sharing quale punto d’attenzione su cui riflettere per definire nuovi prodotti e/o servizi. Infatti, spiegano in Roland Berger, in una nuova surveysui consumatori di 16 Paesi, gli italiani mostrano una spiccata attitudine verso forme di noleggio tutto compreso.

Con le giuste condizioni, oltre il 50% degli italiani preferirebbe noleggiare piuttosto che acquistare una vettura; un potenziale enorme - se si pensa che questa percentuale si attesta fra il 20 e il 30% nel resto d'Europa e solo al 15% negli Stati Uniti.

A cura di Fernando Mancini
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