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Auto: riprendono le immatricolazioni ad aprile

Pubblicato il 09/05/2019

Aggiornato il 16/05/2019

Dopo tre mesi di cali consecutivi il mercato automobilistico italiano rialza la testa e, nonostante le feste e i ponti, ha messo a segno una piccola progressione dell’1,5% tendenziale.

Lo rende noto il Centro Studi Promotor (Csp), sulla base delle immatricolazioni effettuate in aprile, con 174.412 vetture registrate.

La crescita, ha tenuto a sottolineare Gian Primo Quagliano, presidente del Csp, “è certamente modesta ma, dopo il calo del 3,1% del 2018 e dopo i tre cali mensili consecutivi con cui è iniziato il 2019, il segnale positivo va colto, ma non modifica significativamente il quadro del mercato dell’auto”.

Anche perché, secondo gli osservatori, sulla performance dello scorso mese dovrebbe avere inciso maggiormente il giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno, piuttosto che gli incentivi varati dal Governo per favorire l’acquisto di auto meno inquinanti.

Infatti proprio aprile, ricorda la ricerca, è stato il primo mese in cui gli italiani hanno potuto effettivamente usufruire degli incentivi statali per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale.

A questo proposito, l’Osservatorio Prestiti di PrestitiOnline.it - relativo al primo trimestre di quest’anno -rileva un aumento delle erogazioni di prestiti con finalità l’acquisto di una nuova vettura (al 10% del totale) rispetto al trend medio osservato nell’intero 2018 (9,5%). 

La piattaforma permette al consumatore di comparare le varie offerte delle banche e di poter scegliere l’opzione più conveniente. 

L’effetto calendario e i ‘ponti’ dietro lo spunto

Quagliano precisa che “l’apporto alle immatricolazioni dei bonus, se vi è stato, è stato comunque modesto e più che compensato dai malus, cioè dall’incremento delle imposte sulle immatricolazioni introdotte contestualmente ai bonus”.

Il piccolo incremento di aprile va dunque attribuito ad altre cause come, suggerisce il presidente di Csp, “un fattore che ha certamente influito è stato proprio la possibilità di ‘ponti’ particolarmente interessanti che ha indotto molti acquirenti a chiedere con insistenza l’immatricolazione di nuove auto nella prima parte del mese proprio per affrontare i ponti con la macchina nuova”.

E, infatti, l’andamento giornaliero delle immatricolazioni evidenzia come una buona parte delle vendite sia avvenuta nel corso delle prime due settimane di aprile, seguite da dati decisamente più contenuti nella seconda parte del mese.

Un ruolo importante dietro al risultato positivo del mese va quindi sicuramente attribuito all’effetto calendario e non solo per i ‘ponti’, ma anche, e soprattutto, perché quest’anno aprile ha avuto un giorno lavorato in più rispetto allo stesso mese del 2018. Secondo le stime, un giorno lavorato in più in termini di immatricolazioni vale circa il 4,5% del totale mensile. 

Promotor, per il 2019 stima una contrazione del 5,8%

Di riflesso, sottolinea la nota di Csp, che al netto dell’effetto calendario il risultato di aprile sarebbe stato in calo e quindi in linea con il trend registrato nel primo trimestre.

Da rilevare che nei primi quattro mesi del 2019 le vendite di auto sono calate complessivamente del 4,6%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-6,5% solo nel periodo gennaio-marzo). Il dato di aprile, sempre Quagliano, “non muta quindi la situazione complessiva del mercato dell’auto che, dopo il calo del 2018, dovrebbe far registrare nel 2019 una contrazione del 5,8%” a un totale di 1,8 milioni di vetture immatricolate.

Un livello ritenuto insufficiente per assicurare il corretto rinnovo di un parco circolante di oltre 39 milioni di autovetture come è quello italiano. Secondo l’esperto, le ragioni principali di questa situazioni sono essenzialmente due. 

Un freno dai dubbi su economia e demonizzazione del diesel

La prima è il quadro economico che resta molto preoccupante nonostante la piccola crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno.

La seconda ragione è la persistente demonizzazione del diesel che crea un notevole disorientamento negli automobilisti che devono sostituire un’auto diesel e non trovano sul mercato una soluzione altrettanto conveniente.

In sintonia con Quagliano anche Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, secondo cui “senza il giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno, le immatricolazioni del mese di aprile non avrebbero presentato il segno positivo: questo nonostante lo sforzo delle concessionarie per cercare di compensare l’anomalia determinata dal sovrapporsi delle festività pasquali con i ponti del 25 aprile e del primo maggio”.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

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