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Auto: le immatricolazioni rimbalzano a settembre

Pubblicato il 22/10/2019

Le immatricolazioni di nuove auto in Italia sono cresciute a settembre del 13,4% annuo, a 142.136 unità. Questa performance tuttavia non deve trarre in inganno perché, precisa il Centro Studi Promotor, riflette soprattutto una base di calcolo favorevole: quella del settembre del 2018. Il dato relativo al settembre dello scorso anno infatti è stato particolarmente basso a causa dell’accelerazione delle immatricolazioni che aveva caratterizzato agosto, per la corsa delle case automobilistiche a immatricolare il maggior numero possibile di veicoli non in regola con la nuova normativa sull’omologazione Wltp (entrata in vigore a settembre). Questa vicenda, per altro, ha influenzato anche il dato dell’agosto 2019 in cui si è registrato un calo del 3,1% per effetto di un confronto sfavorevole con il 2018 (gonfiato da un surplus di immatricolazioni di vetture non in regola con la normativa Wltp). 

La procedura di omologazione Wltp ha ‘alterato’ le basi di calcolo

Il confronto tra i dati del bimestre agosto-settembre 2019 con lo stesso periodo del 2018 consente però di depurare i dati dall’effetto Wltp. Nell’agosto-settembre 2018 le immatricolazioni furono 217.147, mentre nello stesso periodo del 2019 sono state 231.075. La crescita è del 6,4% e può essere considerata l’incremento effettivo del mercato nell’ultimo bimestre al netto delle distorsioni dovute all’arrivo del Wltp. Quest’ultima, dall’acronimo Worlwide harmonized light vehicles test procedure, ha preso il posto del precedente protocollo Nedc ed è stata messa a punto (dopo lo scandalo del dieselgate) per rilevare in modo più puntuale gli ossidi di azoto e valutare più accuratamente i consumi e l’inquinamento delle nuove vetture. La procedura, internazionale, ha comportato per i costruttori l’obbligo di superare questi determinati test di omologazione. 

Gli operatori più ottimisti per l’ultima parte dell’anno

Secondo l’analisi di Promotor, il risultato di settembre è comunque da considerarsi “discreto” soprattutto “se si tiene conto che, per il 74% degli operatori intervistati, la recente vicenda politica ha inciso negativamente anche sulla propensione all’acquisto di auto”. Comunque sia, il bilancio dei primi nove mesi del 2019 “resta però in rosso”: le immatricolazioni in questo periodo sono state infatti diminuite dell’1,6% annuo a 1.467.668. Dall’inchiesta mensile del Csp emerge una cauta fiducia degli operatori sull’andamento dell’ultimo scorcio dell’anno, che non dovrebbe però portare le immatricolazioni a fine 2019 oltre il livello del 2018 (1.910.564) con la riconferma di un volume di vendite su base annua inferiore del 23,4% rispetto al livello ante-crisi (2007). 

Lo svecchiamento del parco in circolazione va a rilento

Lo svecchiamento del parco macchine italiano va dunque al rallentatore, con ritmi che – sottolineano dal Csp - da ben dodici anni sono “assolutamente insufficienti ad assicurare la regolare sostituzione delle auto da rottamare” con conseguenze “gravi sulla sicurezza della circolazione e sull’inquinamento atmosferico”. Una situazione che ha bisogno di una scossa importante e non di piccoli ‘input’, considerato che nell’ultimo anno gli automobilisti italiani, oltre a fare i conti con la stagnazione economica, hanno anche visto crescere i prezzi delle auto nuove del 2,3%, mentre i prezzi delle auto usate hanno subito un calo del 2,5%. Come ampiamente riportato dalla notizia dal titolo “Auto: aumenta divaricazione tra i prezzi del nuovo e dell’usato”. 

Quagliano, ricalcare bonus del 1997 per dare una vera scossa

È del tutto evidente, secondo l’analisi di Csp, “che sostituire un’auto usata con una vettura nuova è diventato decisamente più costoso e occorre quindi un intervento di rottura che consenta un notevole miglioramento della sicurezza della circolazione e del quadro ambientale ed abbia anche un impatto positivo sull’economia”. Per questo, ha secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, il modello da seguire “non può essere che quello dei primi incentivi alla rottamazione entrati in vigore il primo gennaio 1997 che prevedevano un bonus per tutti coloro che acquistavano una nuova auto e ne rottamavano una di oltre 10 anni e che, secondo quanto certificò l’ufficio studi della Banca d’Italia, contribuirono allo sviluppo del prodotto interno lordo dello 0,4%”. Prepariamoci dunque a possibili interventi del Governo anche in questo senso. Nel frattempo, chi volesse valutare l’accensione di un prestito per l’acquisto di un’auto (nuova, vecchia o a km zero che sia), può consultare il sito PrestitiOnline.it, dove può comparare le varie proposte delle banche, disegnare un finanziamento in base alle proprie esigenze e, volendo, fare subito richiesta online.

A cura di: Fernando Mancini

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