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Auto: in Italia circolano quasi quattordici milioni di Euro3

18/10/2019

Auto: in Italia circolano quasi quattordici milioni di Euro3

Arrivano dati disarmanti sullo stato di salute del parco auto circolante in Italia sulle cui strade, a fine 2018, giravano ancora 13,7 milioni di autovetture di categoria inferiore o uguale a Euro3. Un ammontare pari al 35,3% del parco circolante complessivo che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, come il nostro Paese sia molto in ritardo nelle operazioni di svecchiamento dei veicoli più inquinanti rispetto al resto dell’Europa. In particolare si tratta di auto immatricolate prima del 2006 e che quindi non sono dotate dei più recenti dispositivi di abbattimento delle emissioni inquinanti e nocive. Il dato, secondo l’Osservatorio Autopromotec (che ha redatto lo studio su fonti Aci), “ripropone in tutta la sua importanza l’emergenza dell’inquinamento che, come accade ogni anno con l’arrivo della brutta stagione, sale alla ribalta delle cronache nazionali con i provvedimenti di limitazione della circolazione automobilistica nei principali centri e aree urbane” dell’Italia.

Necessari gli incentivi per accelerare il rinnovo del parco

Da una tabella presentata all’interno della ricerca si può capire come sia cambiata la composizione del parco circolante dal 2015 al 2018 per categoria di emissione. Nel dettaglio, la quota delle vetture fino alla categoria Euro3 compresa è diminuita passando dal 44,8% del 2015 al 35,3% del 2018 (-9,5 punti percentuali) ed è un dato di non poco conto. Secondo gli addetti ai lavori (dalle case automobilistiche ai concessionari) bisogna affrontare il problema con un intervento pubblico sotto forma di incentivi alla rottamazione. Al momento il Governo, che sta approntando la legge di bilancio, ha preparato un pacchetto “Clima” che prevede, tra l’altro, nuove agevolazioni per chi rottama la vecchia auto in cambio di “bonus mobilità”, ovvero di abbonamenti al trasporto pubblico o al mercato del ‘car sharing’.

Molti automobilisti non possono permettersi di cambiare auto

Sicuramente non basta per dare una soluzione definitiva, anche perché – secondo l’Osservatorio - c’è da considerare “che esiste un’importante quota di utenti che non può cambiare il veicolo, non per scelta ma per necessità economiche”. Per chi ha intenzione di farlo, comunque, è il momento giusto per sfruttare l’opportunità data dai bassi tassi d’interesse. A questo proposito può consultare PrestitiOnline.it, dove può comparare le varie proposte delle banche, disegnare un finanziamento su misura e anche sottoscriverlo se lo trova conveniente.

Il più recente Osservatorio Prestiti, di PrestitiOnline.it, conferma per altro come il settore dell’auto sia sempre tra le voci finanziarie più impegnative delle famiglie italiane. La ricerca rileva infatti come le richieste di prestiti che hanno come finalità l’acquisto di un’auto usata occupi il secondo posto (subito dietro la ristrutturazione per la casa), con una quota del 19,7% rispetto al totale. Un livello che, guardando la grafica, si aggira sui massimi degli ultimi tre anni, con un trend praticamente in costante crescita rispetto a quanto registrato in media nel 2018. Le domande di finanziamento per l’acquisto di auto nuove o a km zero nell’indagine a tutto settembre sono risultate invece pari al 6,8%, in lieve assestamento nei confronti dell’anno precedente.

Un’efficace manutenzione è l’alternativa contro l’inquinamento

L’alternativa è una minuziosa manutenzione del veicolo che, da parte sua, ha tre effetti positivi: ridurre al massimo l’inquinamento, allungare la vita media dell’auto e risparmiare sui costi di gestione della stessa sulla lunga distanza. “Una inefficace manutenzione infatti - sottolinea l’Osservatorio Autopromotec - oltre a procurare problemi di sicurezza agli occupanti del veicolo e agli altri utenti della strada, fa aumentare i consumi e quindi le emissioni inquinanti”. Oltre ad accelerare la sostituzione del nostro parco circolante fortemente invecchiato durante la crisi che ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle, “è dunque di fondamentale importanza – sottolinea l’analisi - mantenere in buone condizioni di efficienza le auto circolanti ed in particolare le auto più anziane”.

A cura di Fernando Mancini
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