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Prestiti personali: sette domande per scegliere senza sbagliare

Pubblicato il 23/07/2018

Aggiornato il 30/06/2020

Chiedere un finanziamento è un’eventualità più frequente di quanto si pensi, non solo per far fronte a momenti difficili, ma anche per sostenere acquisti di una certa entità e per la pianificazione del budget familiare.

Oggi sul mercato è disponibile una vasta gamma di prodotti, con forme di prestito in grado di supplire a qualsiasi tipo di finalità. Scegliere non è semplice: per farlo in modo consapevole occorre conoscere non solo le caratteristiche di un prestito, ma anche alcuni aspetti legati alla sua gestione nel tempo.

Qualche tempo fa, nella news "Tutto quello che c’è da sapere prima di chiedere un prestito" avevamo analizzato alcuni degli aspetti da tener presenti al momento della scelta. Tra i principali, citiamo la burocrazia, i tempi di erogazione ed i tassi di interesse.

In questa news riprendiamo questo argomento focalizzandoci su alcune domande frequenti sui prestiti per capire quale forma di debito è la più adatta alle nostre esigenze.

Quali sono le principali differenze tra prestito finalizzato e personale?

Nel settore del credito al consumo, abbiamo due principali tipologie di prestito.

Il prestito personale consiste in una semplice erogazione di denaro, non necessariamente legata ad un acquisto specifico. Solitamente il finanziamento viene concesso da una banca o una finanziaria e deve essere rimborsato, con l’aggiunta degli interessi, in un periodo di tempo stabilito in fase contrattuale.

Il prestito finalizzato ha caratteristiche specifiche che lo contraddistinguono e lo differenziano dal prestito personale: 

  • L’importo erogato serve all’acquisto di un bene o servizio specifico
  • La somma concessa in prestito viene erogata direttamente a favore dell’esercente che vende il bene o servizio

Quali sono i requisiti per ottenere un prestito?

Premesso che ogni istituto bancario adotta una specifica policy relativa alla valutazione dell’affidabilità creditizia del cliente, esistono tuttavia regole abbastanza comuni. Lo spieghiamo in dettaglio nella nostra guida "Come ottenere un prestito", dove andiamo a elencare i requisiti minimi per la concessione:

  • nella maggior parte dei casi, un’età compresa tra i 18 e 70 anni (alcune banche e finanziarie hanno un’offerta anche per persone di età maggiore);
  • un reddito dimostrabile;
  • la residenza nel territorio italiano;
  • essere titolare di un conto corrente bancario. 

Quali sono le voci principali da esaminare nel contratto?  

Quando si attiva un finanziamento, bisogna prestare molta attenzione a tutti gli elementi contrattuali, in particolare alle voci relative ai costi di gestione, agli interessi, al piano di ammortamento. Il contratto contiene tutte le informazioni necessarie relative all’ammontare di ogni singola rata, alla data del pagamento, alla data di risoluzione del debito e alle eventuali garanzie richieste. L'indicatore che riassume le informazioni sul costo del prestito è il Taeg

Si tratta nello specifico di un indice, espresso in termini percentuali, del costo complessivo del finanziamento, calcolato su base annua in relazione alla durata del finanziamento ed alla periodicità delle rate. Il Taeg include gli oneri accessori quali spese di istruttoria, spese di apertura pratica, spese di incasso delle rate e spese assicurative obbligatorie.

Cosa accade in caso di mancato pagamento di una rata?

Il nostro consiglio è di contattare l’ente erogatore e segnalare il ritardo nel pagamento. In genere vi verrà applicata, dopo un numero di giorni di ritardo stabilito contrattualmente, la quota interessi. Nei casi di ritardo prolungato, il cliente viene segnalato ai database delle Centrali Rischi, con la possibilità di vedersi rifiutati eventuali prestiti futuri.

Si può chiedere la risoluzione del contratto?

Il cliente ha la facoltà, entro 14 giorni dal momento della richiesta, di chiedere la risoluzione del contratto, attraverso una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Trascorsi i 14 giorni, occorrerà sostenere il pagamento degli interessi e delle spese sostenute dall’ente erogante.

Il prestito può essere estinto prima della scadenza prevista dal contratto?

Solitamente è prevista la possibilità di estinzione anticipata del prestito, regolata in maniera differente da ogni banca o finanziaria. La normativa prevede, a partire dal 1° giugno 2011, una penale dell’1% per periodi superiori all’anno, dello 0,5% per periodi inferiori all’anno, dalla data di estinzione prevista dal contratto.

E se il prestito viene rifiutato?

In linea di massima, uno dei principali motivi di rifiuto di un prestito è la mancanza di requisiti reddittuali. Esistono però anche altre motivazioni che inducono una banca a dubitare delle capacità del debitore di corrispondere le quote dell’ammortamento: ad esempio, la presenza di altri finanziamenti in essere e l’iscrizione al registro dei protestati. Anche la mancanza di puntualità nel pagamento delle rate di altri prestiti, riscontrabile presso i database delle Centrali Rischi, può essere un motivo di rifiuto da parte dell’istituto bancario. 

Confrontare le offerte per risparmiare: il comparatore PrestitiOnline.it

Visto l’ampio range di offerte disponibili sul mercato è utile informarsi sulle caratteristiche di ciascun prestito prima di scegliere, tenendo presente che ogni ente erogatore ha l’obbligo di concedere materiale informativo per consentire all’ipotetico richiedente un momento di riflessione prima della decisione. Per velocizzare la fase di confronto, è utile avvalersi dei comparatori sul web, come PrestitiOnline.it. In pochi click vengono messe a disposizione tutte le info su ciascun prodotto, con la possibilità di richiedere un preventivo gratuito e procedere poi, se interessati, alla formalizzazione del contratto.

A cura di: Alessia De Falco

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