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Cessione del quinto, arrivano i nuovi orientamenti di vigilanza

Pubblicato il 11/04/2018

La Banca d’Italia ha approvato lo scorso 30 marzo i nuovi orientamenti di vigilanza per la cessione del quinto, rendendoli noti durante un incontro organizzato a Roma dall’ANSPC, l’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito.

“Questi orientamenti”, spiega Magda Bianco, capo del sevizio tutela clienti e antiriciclaggio della Banca Centrale Italiana, “sono frutto di un percorso molto articolato, che è stato condiviso con le associazioni degli operatori, con l’OAM (l'organismo degli agenti e dei mediatori creditizi), l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) e le Associazioni di consumatori”.

Alla base di questo provvedimento c’è la gran mole di contenziosi che ha invaso l'Arbitro Bancario Finanziario, un organismo indipendente sostenuto da Bankitalia. Le controversie sorte nel 2017 sono state circa 22 mila, facendo segnare un incremento del 40% rispetto al 2016: il numero registrato risulta molto elevato, in quanto la cessione del quinto non è così diffusa da giustificare un tale livello di casi.

Che cosa prevedono le nuove direttrici?

Tra le direttrici da perseguire vi è la maggiore attenzione al cliente finale, che deve essere indirizzato dagli istituti verso soluzioni coerenti con il proprio profilo finanziario. A tal proposito Bankitalia invita gli operatori del settore a tenere conto delle condizioni del nucleo familiare, al fine di valutare sia l'affidabilità del debitore che la sostenibilità del debito.

Gli istituti devono anche produrre informazioni facilmente comprensibili, con una rappresentazione semplice delle voci di costo che rendano gli utenti consapevoli delle proprie scelte, come ad esempio l’indicazione degli importi da restituire in caso di estinzione anticipata del finanziamento. Il provvedimento invita inoltre gli intermediari a non caricare eventuali interessi sui ritardi di pagamento ma solo se questi dipendono dal datore di lavoro che tarda a versare lo stipendio.

Come funziona la cessione del quinto?

È una forma di prestito che concede al creditore maggiori garanzie, visto che la rata sarà versata dall’azienda presso la quale il debitore è impiegato (o dall’Inps nel caso dei pensionati). Nella news “Cessione del quinto: è boom tra le famiglie italiane” abbiamo spiegato che si tratta di un finanziamento a tasso fisso che prevede la corresponsione mensile, a fronte del debito contratto, di una quota pari al 20% dello stipendio (al netto delle ritenute) o della pensione (al netto delle trattenute fiscali e previdenziali).

La cessione del quinto viene preferita dalle banche e dalle finanziarie perché è considerata particolarmente sicura: garantisce infatti il rimborso puntuale delle rate, visto che gli istituti effettuano le trattenute direttamente alla fonte, il datore di lavoro o l'ente previdenziale. 

Nel caso si verificasse il fallimento dell’azienda, il debito residuo viene coperto attingendo al TFR (Trattamento di Fine Rapporto) maturato dal lavoratore. Un’ulteriore garanzia per la banca è la stipula di una assicurazione obbligatoria sul rischio vita (o rischio impiego) a copertura dell'importo, che interviene qualora l’importo non fosse sufficiente a coprire il debito.

Possibile anche il doppio quinto

Il doppio quinto è una forma di finanziamento consigliata soprattutto a chi ha necessità immediata di liquidità e permette di impegnare fino ai due quinti dello stipendio. Abbiamo approfondito l'argomento nella news "Doppio quinto: ecco i requisiti per richiederlo". Quali caratteristiche sono necessarie per ottenere il prestito? Essere in possesso di un contratto a tempo indeterminato o di una pensione superiore ai 443,12 euro e un’età anagrafica non superiore ai 90 anni.

Per la sua erogazione non viene richiesta alcuna ipoteca sugli immobili di proprietà e non serve produrre documentazione per giustificare la destinazione della somma domandata: solitamente la durata è compresa tra i 24 e i 120 mesi.

A cura di: Paola Campanelli

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