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Prestiti ABI, a settembre il settimo aumento consecutivo

23/10/2017

Il costo del denaro ai minimi storici rende le condizioni del credito ancora vantaggiose.

La conferma arriva dal Rapporto dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) che sul fronte delle erogazioni totali di prestiti (famiglie e imprese) certifica a settembre una crescita su base annua dell'1,4%. Prosegue dunque la dinamica positiva del settore, che per il settimo mese consecutivo vede un tasso di crescita superiore all'1%. Il bollettino fornisce un aggiornamento delle principali variabili del mercato creditizio e finanziario, avvalendosi dei dati forniti dalla Banca Centrale Europea, dalla Banca d’Italia, dall’Istat, dall’ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) e da altri centri di ricerca nazionali ed internazionali.

Le segnalazioni dell’Associazione rilevano una performance al ribasso del tasso dei prestiti complessivi, che a settembre è stata pari al 2,76% contro il 2,78% del mese precedente. In particolare scende l’interesse medio praticato sui finanziamenti per acquistare casa, che fermandosi a quota 1,97% raggiunge il nuovo minimo storico (era il 2,11% ad agosto). 

Tra i numeri analizzati dall’indagine, emergono come positivi quelli sulle sofferenze bancarie. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha sottolineato una situazione in netto miglioramento, che l'ABI traduce in un calo consistente di quelle nette (al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse). I crediti concessi a soggetti insolventi sono scesi a 65,3 miliardi di euro (toccando il valore più basso da marzo 2013), riducendosi di 0,7 miliardi di euro rispetto al mese precedente e di ben 21,5 miliardi sul dicembre del 2016.

Per i crediti incagliati è intervenuta la Banca Centrale Europea, che ha proposto l’introduzione di parametri più stringenti per il loro controllo. Le nuove linee guida prevedono che gli istituti adottino a partire dal 2018 nuovi livelli minimi di accantonamenti prudenziali sia per le esposizioni scadute da oltre 90 giorni che per le inadempienze probabili (quelle su cui c’è il dubbio che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni).

Un altro elemento oggetto di analisi da parte dell’ABI è il diverso andamento tra i finanziamenti ai privati e quelli alle imprese. Gli ultimi dati riportati dal rapporto, riguardanti il mese di agosto, dicono che i prestiti alle famiglie hanno fatto segnare un +2,7% rispetto agli stessi 31 giorni del 2016, mentre per le imprese non finanziarie il risultato è stato pari al -0,1% (+0,3% invece a luglio 2017 e -5,9% a novembre 2013, il valore negativo più alto degli ultimi anni).

La differenza di performance tra i due destinatari è stata già evidenziata nella news "Prestiti, trend differente per famiglie e imprese", che ha analizzato il fenomeno nell’arco dei primi nove mesi del 2017.

L’analisi del Centro studi di Unimpresa, basata sui dati della Banca d’Italia, sottolinea che le differenze tra le due tipologie di destinatari è ancora più evidente rispetto allo scorso anno, con i finanziamenti alle aziende che rallentano del 5,42%, da 787,8 a 745,2 miliardi di euro, e lo stock di quelli alle famiglie che salgono dai 622 ai 626,5 milioni di euro (+0,7%). Unimpresa registra in particolare il successo del credito al consumo (+7,8%), di cui abbiamo già parlato nella news "Prestiti, il credito alle famiglie traina l’intero comparto": si tratta di denaro concesso per acquistare elettrodomestici, automobili, televisori e smartphone, che ancora una volta conferma la ritrovata fiducia dei consumatori.

Ricordiamo che per individuare i prestiti più convenienti basta confrontarli su PrestitiOnline.it, il portale con cui è possibile ottenere i migliori preventivi di oltre 60 banche e finanziarie. La richiesta al 23 di ottobre di un cliente di Roma per un importo di 10.000 euro da rimborsare in 84 mesi – con finalità di acquisto arredamento – vede quale soluzione più conveniente quella di Agos, che con Credito Personale offre una rata mensile di 143,46 euro e un Tan del 5,45% (Taeg 5,67%). Le uniche spese da sostenere sono quelle iniziali, che ammontano a 16 euro, mentre la somma da restituire alla fine dei 7 anni, comprensiva di interessi, sarà di 12.078,91 euro.

Volendo invece acquistare una nuova auto (sempre con 10 mila euro da restituire in 84 mesi), si distingue Fidiamo di Fiditalia che consente all’automobilista di pagare 145,13 euro al mese, con un Tan del 5,8% e Taeg del 6,07%. Il finanziamento è destinato a persone con un reddito dimostrabile: previste anche qui spese di imposte per 16 euro. Ricevuta la richiesta di prestito dal cliente, Fiditalia provvederà a contattarlo telefonicamente per completare l'istruttoria. La cifra da restituire alla fine del periodo di ammortamento sarà di 12.229,21 euro.

A cura di Paola Campanelli
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