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Rimodernare casa conviene con le agevolazioni

15/09/2016

Il 2016 è stato l'anno delle buone notizie per i possessori di immobili, grazie all'alleggerimento tributario deciso dal Governo ma anche alle numerose agevolazioni fiscali e bonus. Dal 2016 sono 19,5 milioni i contribuenti proprietari della casa in cui vivono che non devono più versare la TASI su questo bene, perché l'imposta è stata eliminata con la Legge di Stabilità.

Sempre dal 2016, anche gli inquilini che adibiscono l’immobile ad abitazione principale non devono più versare la TASI. In totale si tratta di ben 3,5 miliardi di euro l'anno che restano nelle tasche dei cittadini, che potranno utilizzarle per apportare migliorie all’immobile o acquistare nuovi arredi.

Il Ministero dell’Economia (Mef) ha raccolto le informazioni su tutte le agevolazioni previste per i possessori di una casa in un pacchetto organico e ha avviato la campagna informativa “Casa? Cosa possibile!” riassunta sui social network con l’hashtag #CasaConviene, per ricordare a tutti i cittadini proprietari di un immobile gli strumenti pubblici a disposizione, poiché ancora troppo poco conosciuti. In particolare ne vediamo due: ristrutturazione edilizia e bonus mobili.

La Legge di Stabilità 2016 ha prorogato fino al 31 dicembre 2016 la detrazione del 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia fino a un massimo di 96.000 euro di spese. Con lo stesso provvedimento è stata confermata, per gli immobili oggetto di ristrutturazione, anche la possibilità di detrarre le spese sostenute fino al 31 dicembre 2016 (da calcolare su un importo massimo di 10.000 euro per unità immobiliare fruito in dieci quote annuali di pari importo), per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (A per i forni).

La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016 per l’acquisto di: mobili nuovi: letti - armadi - cassettiere librerie - scrivanie - tavoli sedie - comodini - divani - poltrone - credenze materassi - apparecchi di illuminazione - elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica, frigoriferi - congelatori - lavatrici - asciugatrici lavastoviglie - apparecchi di cottura stufe elettriche - forni a microonde piastre riscaldanti elettriche apparecchi elettrici di riscaldamento radiatori elettrici - ventilatori elettrici - apparecchi per il condizionamento.

E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Occorre, inoltre, che le spese per questi interventi di recupero edilizio siano sostenute a partire dal 26 giugno 2012: l'importante è che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni; non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Come si calcola la detrazione? Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro e va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Tale importo massimo però riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione, per cui il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Buone nuove anche per le giovani coppie: la Legge di Stabilità 2016, come avevamo accennato nell'articolo di qualche mese fa "Bonus e detrazioni: gli utilizzi alternativi che aiutano a risparmiare", ha istituito il bonus mobili per le giovani coppie (nelle quali almeno uno dei due non ha superato i 35 anni di età) che acquistano la prima casa. L’agevolazione consiste in una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto di mobili destinati alla propria abitazione, da calcolare su un ammontare complessivo non superiore a 16mila euro e da fruire in dieci quote annuali di pari importo. Il bonus mobili non è cumulabile con quello relativo all'acquisto di arredi (mobili e grandi elettrodomestici) per l’immobile ristrutturato.

La detrazione è riservata ai soggetti che possiedono i seguenti requisiti: essere una coppia coniugata (entro il 2016) o una coppia convivente "more uxorio" (da almeno tre anni); non aver superato, almeno da parte di uno dei componenti i 35 anni di età; essere acquirenti a titolo oneroso o gratuito di un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale; l’acquisto dell’unità immobiliare si ritiene che possa essere effettuato nell’anno 2016 o che possa essere stato effettuato nell’anno 2015; entrambi i componenti della giovane coppia dovranno destinare l’immobile ad abitazione principale entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2016.

Il requisito dell’età si intende rispettato da coloro che compiono 35 anni nell’anno 2016, a prescindere dalla data di compleanno.

Il requisito della convivenza (da almeno tre anni) deve risultare nell’anno 2016 ed essere attestato dall’iscrizione dei due componenti nello stesso stato di famiglia o mediante autocertificazione.

Cosa si può detrarre? La detrazione spetta per le spese sostenute dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per l’acquisto di mobili nuovi destinati ad arredare l’abitazione principale della giovane coppia.

Non spetta, invece, per l’acquisto di grandi elettrodomestici, porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

Per usufruire della detrazione è indifferente chi tra i due componenti ha effettuato l’acquisto dei mobili. Le spese, pertanto, possono essere sostenute: da entrambi i componenti la giovane coppia; da uno solo di essi, anche se diverso dal proprietario dell’immobile e anche se ha superato i 35 anni d’età.

L'importo massimo di 16mila euro va comunque riferito alla coppia. Quindi, se le spese sostenute sono superiori a 16.000 euro la detrazione deve essere calcolata su tale importo massimo e ripartita fra i componenti della coppia in base alla spesa che ciascuno di essi ha sostenuto.

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili occorre pagare con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento con assegni bancari, contanti o altre modalità.

Grazie a queste agevolazioni sarà meno oneroso il rimborso del prestito accesso per effettuare i lavori di ristrutturazioni o per acquistare i mobili. Per trovare quale istituto bancario offre la miglior soluzione alla propria richiesta di denaro, basterà andare su PrestitiOnline.it e fare un confronto dei prestiti. Al 12 settembre 2016, un impiegato trentenne milanese che ha chiesto 20.000 euro per acquistare dei mobili nuovi, si troverà a pagare con Rat@web Credito Personale una rata mensile di 604,37 euro, per tre anni, con TAEG al 5,76% e spese iniziali pari a 16 euro. 606,63 euro, invece, la rata proposta da Findomestic Credito Mobili, con TAEG al 5,96% e zero spese iniziali.

A cura di Cristina Fortarezzo
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