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Facebook nel mondo dei prestiti?

1/09/2015

facebook

Il “Grande Fratello” non si limita più a guardare. Ora eroga anche prestiti. Questa insolita prospettiva è motivata da una recente notizia diffusasi sui media. Protagonista Facebook che, grazie a un recente brevetto, sarà in grado di valutare il merito creditizio degli utenti.

La società californiana, guidata da Mark Zuckeberg, ha acquisito un meccanismo per raccogliere le informazioni finanziare dei frequentatori del social media. Un modo veloce per verificare la presenza di eventuali debiti, insolvenze e tutto quanto concorre alla valutazione dell’idoneità a ricevere un prestito.

Il problema è che tra i dati esaminati entrano anche quelli degli appartenenti alla cerchia di amici: in altre parole, il proprio rating è determinato non solo dalla propria affidabilità, ma anche da quella dei conoscenti. Paradossalmente, il debito di un amico su Facebook potrebbe incidere sull’esito della nostra richiesta.

Questo è sicuramente un punto a sfavore del meccanismo, in quanto si rischia di emettere giudizi falsati dalle frequentazioni sui social media. In molti hanno mosso perplessità su questa sorta di 'social schedatura', poiché tale brevetto consentirebbe a Facebook di trasmettere a banche ed istituti di credito informazioni sensibili sugli utenti.

Per il momento, è bene sottolinearlo, stiamo parlando solo di un’ipotesi.

Il brevetto rientra in una serie di servizi inglobati da Facebook nel 2010 a seguito dell’acquisizione di Friendster, un social network australiano con oltre 90 milioni di utenti registrati. La nuova tecnologia è stata creata in origine per migliorare la qualità delle interconnessioni tra utenti, individuando con maggiore facilità la trasmissione di contenuti spam ed ottimizzando la rilevanza dei risultati della ricerca nei social network.

Il brevetto fa tuttavia esplicita menzione di un’altra applicazione, relativa ai finanziamenti, spiegata come segue: se un utente richiede un prestito, l’istituto di credito ha facoltà di esaminare il rating dei membri della rete sociale del richiedente. Solo se viene superata la soglia minima, si procede ad autorizzazione.

Niente allarmismi: Facebook non ha mai confermato l’intenzione di aprire le porte al business dei prestiti. Il sistema, come da brevetto, verrà utilizzato al momento per ridurre il traffico spam.

La questione della valutazione del merito creditizio sulla base del proprio network resta comunque un’ipotesi curiosa, che rientra in un dibattito più ampio e di lungo corso, quello sull’utilizzo dei dati personali da parte dei colossi del mondo high tech.

Da tempo ormai si discute sulla possibilità di vendere informazioni alle compagnie assicurative.
L’ipotesi dei prestiti sembra però remota, anche se già c’è qualche pioniere.

In ambito social lending, startup come Vouch o Lenddo valutano l’affidabilità dell'utente analizzando le attività online. L’obiettivo è di dare la possibilità di ottenere un prestito a persone che, normalmente, verrebbero escluse dai rating classici: esempi classici gli studenti o lavoratori troppo giovani per avere un solido cv alle spalle, ma anche persone provenienti da Paesi in via di sviluppo o penalizzate da piccole insolvenze passate.

A cura di Alessia De Falco
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