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Più prestiti alle imprese

Pubblicato il 03/03/2015

Il problema delle banche che non concedono crediti e delle imprese che non investono, è un circolo vizioso da sempre. A fronte di  quello che sembra essere un gatto che si morde la coda, i dati di chiusura 2014 del Barometro Crif portano una ventata di ottimismo.

Al dicembre dell’anno appena chiuso, i crediti concessi alle aziende italiane sono aumentati del 7,4%. Un trend positivo su tutti i fronti, dato che le imprese individuali hanno registrato un miglioramento del 6,6%, mentre le società di capitale del 7,9%.

La chiave di lettura è sicuramente positiva: le aziende non hanno smesso di rivolgersi alle banche, segno di ripresa. Ma potrebbe essere anche uno specchietto per le allodole, dato che non è chiaro se l’accresciuta domanda di credito sia correlata a una spinta degli investimenti o se piuttosto volta a finanziare il circolante.

Dubbio peraltro legittimo, se si vanno ad analizzare gli importi medi richiesti, circa 69.480 euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto al 2013. Un’altra perplessità riguarda il grado di solvibilità delle imprese richiedenti verso le banche.

Indipendentemente dalle motivazioni per cui le aziende stanno chiedendo finanziamenti, l’andamento delle richieste rappresenta un significativo indicatore dello scenario economico. C’è ancora prudenza, come testimoniano la contrazione delle somme richieste e anche i piani di ammortamento più lunghi, ma c’è anche un primo stimolo all’economia.

Di questo parere anche l’Abi nell’Outlook divulgato a dicembre, in cui si evidenzia un miglioramento della dinamica dei finanziamenti: a fine 2014 la differenza tra i prestiti erogati e la raccolta complessiva è stata di 120 miliardi di euro, a favore dei primi. In pratica 1.820,6 miliardi di euro contro 1.701. 

Va sottolineato inoltre che il mese di dicembre si è contraddistinto per il miglior risultato, da aprile 2012, in termini di prestiti a famiglie e imprese. Buoni risultati anche per quanto riguarda le nuove erogazioni, con un incremento annuo del 2,2% per i finanziamenti di importi fino a un milione di euro.

Un ulteriore stimolo a questo positivo andamento potrebbe essere indotto dai tassi di interesse sui prestiti bancari, mai così bassi negli ultimi quattro anni. Sempre secondo l’Abi, a dicembre i tassi alle imprese sono scesi al 3,61% contro il 3,65% del mese precedente. E, secondo le previsioni, diminuiranno ulteriormente nel 2015.

A supporto di questa tesi, anche Bankitalia evidenzia un ritorno della graduale crescita degli impieghi con un’accelerazione a chiusura di 2015. La riduzione del debito comporterà un aumento di fatturato e reddittività per le aziende, anche se nelle piccole e medie imprese le condizioni restano difficili.

A cura di: Alessia De Falco

Parole chiave

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