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Auto e ristrutturazioni: novità e conferme per i prestiti 2015

Pubblicato il 30/01/2015

Il 2014 si è chiuso con segnali di miglioramento per quanto riguarda il credito a famiglie ed imprese. Merito anche dei criteri sicuramente più flessibili nell’erogazione da parte degli istituti bancari.

Secondo Bankitalia, che ha pubblicato recentemente le analisi relative ai dati del quarto trimestre 2014, la concorrenza fra le banche e il conseguente aumento di liquidità messa a disposizione degli intermediari, mette in evidenza prospettive interessanti per l’anno appena iniziato.

Un dato pienamente confermato dall’Osservatorio PrestitiOnline relativo al secondo semestre 2014, che evidenzia un aumento generalizzato delle erogazioni per finanziamenti di medio-lungo periodo, da 36 mesi a 60 mesi (+4,1% rispetto al secondo semestre 2013).

Sempre in testa alle richieste di fine 2014, come del resto capitato in precedenza, i prestiti per acquisto auto usata e quelli per ristrutturazione casa (+0,7% rispetto a fine 2013).

Se l’importo medio richiesto è leggermente diminuito rispetto all’anno precedente (10.938 euro contro 11.317 euro) è altrettanto vero che sono aumentate le richieste di finanziamenti da parte delle fasce di reddito tra i 30 e i 50.000 euro (+2,6%) e, contemporaneamente, a conferma del trend, le erogazioni concesse (+2,1%).

Oggi, complice anche il prolungato periodo di recessione economica, il prestito personale viene considerato non solo uno strumento per sostenere spese extra non prioritarie, ma anche per reggere alla pressione fiscale e rispettare le scadenze.

Non stupisce dunque, incrociando i dati, che le richieste siano più uniformemente distribuite per categorie professionali, con un +2,1% di richieste da parte di lavoratori a tempo indeterminato e un -2,3% di richieste da parte dei lavoratori autonomi. E’ soprattutto su quest’ultima categoria che si focalizza l’attenzione. 

Il 2015 appena iniziato sembra infatti essere foriero di novità, dato che i prestiti agli atipici sono da considerare ormai una realtà consolidata, così come la necessità di rivedere i criteri di accesso al credito in relazione alla natura temporanea dei contratti di lavoro.

In quest’ottica le finanziarie propongono soluzioni ad hoc per richiedere un prestito personale anche nella situazione, sempre più frequente, di non poter esibire tra le garanzie una busta paga. In questo caso sarà necessario l’intervento di un garante o l’indicazione, laddove possibile, di altre fonti di reddito, quali ad esempio le rendite derivate dall’affitto di un locale o una pensione d'invalidità.

Chiaramente sono conditio sine qua non le referenze del richiedente presso la banca: è più facile verificare la capacità di essere un “buon pagatore” per chi ha un conto aperto presso un istituto di credito.

Da sottolineare che, sempre più frequentemente, l’input all’accesso al credito parte dal settore pubblico: regioni, province e comuni si adoperano sempre più frequentemente per la costituzione di fondi in collaborazione con le banche attive sul territorio, con l’obiettivo di attivare finanziamenti agevolati a tassi sicuramente vantaggiosi. In questo caso, le informazioni sono reperibili sui portali istituzionali.

A cura di: Alessia De Falco

Parole chiave

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