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Dai prestiti agli studenti la prossima bolla?

Pubblicato il 05/01/2015

Negli Stati Uniti iniziano a farsi largo in maniera sempre più evidente i timori per la bolla dei prestiti agli studenti. Le preoccupazioni sono derivanti non solo dalle dimensioni del problema, ben milleduecento miliardi di dollari, ma anche per il fatto che oltre agli studenti che hanno ottenuto i prestiti, tra i quali molti potrebbero non essere in grado di restituirli, sarebbero interessati anche anziani dai 65 anni in su, ovvero i familiari.

Una massa ingente di persone che si è indebitata per mandare i figli all'università, ritrovandosi ora in una situazione di grande incertezza in grado di alimentare una situazione sociale esplosiva.

Il bollettino della Fed, la banca centrale degli Stati Uniti, emanato lo scorso 13 maggio fa capire ampiamente la portata del problema: nei primi tre mesi del 2014, infatti, i prestiti d'onore agli studenti statunitensi sono aumentati per una cifra complessiva che supera i 31 miliardi di dollari. Un dato che si aggiunge al tasso di crescita fatto registrare da questo particolare tipo di finanziamento durante l'ultimo decennio, un incredibile 361% in più nei confronti dei 241 miliardi con cui si era chiuso il 2003.

Un ritmo di crescita che non ha precedenti e che ora spaventa gli analisti, oltre al governo federale, tanto da spingere Obama a prefigurare un possibile condono, parziale, di una parte di questa ingente massa debitoria, scaricandola sulla collettività.

A contribuire alla abnorme crescita in atto dei prestiti d'onore è stato anche il fatto che essi non vengano utilizzati esclusivamente per gli scopi cui erano destinati, ovvero il pagamento delle tasse universitarie. Basti pensare che in base alla denuncia del Wall Street Journal, molte persone si siano praticamente iscritte all'università al fine di ottenere i prestiti e avere una fonte di entrata in grado di sostenerne i consumi. Tra di essi molti disoccupati i quali hanno individuato proprio nei finanziamenti agli studenti il modo migliore per fare fronte alla mancanza di lavoro, in attesa magari di trovare qualcosa.

Con il mercato del lavoro praticamente collassato, caratterizzato da statistiche assolutamente infondate in base alle quali i senza lavoro sarebbero appena dieci milioni, quando in realtà ci sarebbero novanta milioni di sfiduciati che neanche si iscrivono più al collocamento, le probabilità che queste persone trovino impiego, sono prossime allo zero. Proprio per questo motivo l'establishment economico e politico si interroga ora sulla possibilità che la bolla possa esplodere con lo stesso fragore dei mutui subprime.

E in Italia cosa succede? Per essere aggiornati, visita la sezione dedicata alle ultime novità normative su PrestitiOnline.it.

A cura della Redazione

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