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Aumentano i prestiti oltre 75.000 euro

22/08/2014

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Una rilevazione che può essere considerata uno dei più attendibili termometri della crisi. Dal 2005 al 2011, secondo quello che la Banca d'Italia chiama 'occasional paper', ovvero un dossier dedicato specificamente ad un argomento finanziario, gli italiani che hanno contratto debiti oltre i 75.000 euro (ovvero la soglia considerata 'rilevante' dagli analisti del settore), sono letteralmente raddoppiati.

Nel giro di sei anni il peso della depressione finanziaria si è dunque fatto sentire in maniera tangibile sulle spalle degli italiani, che hanno fatto così affidamento sempre più sugli istituti di credito. Negli ultimi tre anni, l'ulteriore aggravamento della situazione economica generale ha rallentato leggermente questo fenomeno, essendo calata la domanda di prestiti sia da parte delle imprese che da parte dei privati cittadini.

Lo studio di Bankitalia, chiamato "La vulnerabilità finanziaria: un’analisi per classi di reddito", ha mostrato chiaramente come la crescita del capitale prestato dalle banche sia stata eterogenea, con la divisione tra classi sociali sostanzialmente rispettata, ed i cittadini con un reddito superiore alla media nazionale che detengono la quota maggioritaria del debito. Una crescita del numero degli italiani indebitati per una cifra superiore ai 75.000 euro, significa però inevitabilmente anche un calo progressivo dell'affidabilità creditizia. I clienti delle banche e delle finanziarie faticano sempre più a rientrare delle cifre prestate dagli istituti di credito e la stessa qualità del credito risulta deteriorata, ripercuotendosi a sua volta sull'intero sistema.

I rischi infatti aumentano esponenzialmente, e la percentuale di cittadini indebitati oltre la soglia considerata a rischio dei 75.000 euro è salita al 19% nel 2011. Se la richiesta dei prestiti riguarda tutte le classi sociali, inevitabilmente sono le fasce più povere ad andare in sofferenza, con il cosiddetto quintile più povero che va ad incrementare la fascia di rischio dei clienti che non restituiscono il debito entro la data concordata, o che in diversi casi non riescono a far rientrare della somma prestata l'ente creditizio. 

L'inversione di tendenza del periodo più recente, in cui le banche hanno ridotto gli importi prestati alle fasce di popolazione più povera, che hanno avuto meno accesso al credito a fronte di una diminuzione delle garanzie presentabili, ha posto un freno a questo fenomeno, ma le rilevazioni di Bankitalia lanciano un campanello d'allarme. Se esso sarà raccolto dalle previsioni di ripresa, dipenderà principalmente dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, grazie al quale potranno di nuovo essere presentate garanzie in grado di migliorare l'affidabilità creditizia degli italiani.

A cura della Redazione
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