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Bankitalia: segnali incoraggianti per i prestiti

Pubblicato il 13/08/2014

Le ultime rilevazioni della Banca d'Italia fanno registrare nuovi, inesorabili dati che parlano di come la crisi economica abbia finito con influire sull'attività creditizia nel nostro Paese. Ma lanciano anche nuovi segnali di speranza: i principali istituti di credito si stanno progressivamente rendendo conto di come, solo offrendo condizioni maggiormente convenienti alla propria clientela, la richiesta dei prestiti possa effettivamente ripartire, soprattutto per quanto riguarda famiglie ed imprese, ovvero le tipologie di clienti più penalizzate dalla depressione economica. 

Bankitalia parte da un punto cardine nella sua rilevazione, ovvero che la richiesta di credito resta comunque sostanzialmente debole. Gli italiani non hanno più fiducia nella propria affidabilità creditizia, la mancanza di lavoro e spesso anche di garanzie, rendono impossibile l'accesso a quel credito che sarebbe necessario, invece, non solo alle famiglie ma, anche e soprattutto, alle piccole imprese, tanto duramente colpite dalla crisi, per rimettersi in carreggiata e provare ad invertire il corso degli eventi.

A fronte di tale debolezza, la Banca d'Italia fa notare come siano gli stessi istituti di credito a cercare una soluzione, con il secondo trimestre del 2014 che ha fatto registrare un allentamento dei cordoni della borsa del credito. Criteri più espansivi e meno rigidi per l'accesso ai prestiti che riguardano, almeno per le imprese, un miglioramento di quelle che sono le previsioni di guadagno e di capacità finanziaria. Per quanto riguarda le famiglie, invece, prestiti e mutui più accessibili dovrebbero significare per le Banche una ripresa, seppur minima, del mercato immobiliare, con tante famiglie ancora oggi impossibilitate nell'accesso al credito che dovrebbe permettere loro di ottenere l'acquisto della prima casa.

Le stime future della Banca d'Italia sul futuro economico della nazione sono prudenti ma ottimistiche. Il che si riflette anche sulla concessione di mutui con meno costi per gli intermediari e una concorrenza meno feroce, fattore che porta le banche ad offrire condizioni più accessibili soprattutto per l'acquisto della prima casa. E' chiaro che una ripresa sostanziale della richiesta del credito non potrà avvenire prima di un miglioramento generale delle condizioni economiche di famiglie ed imprese. Se la richiesta di credito resta troppo debole, come ancora è stata nel primo semestre del 2014, anche le misure più 'accomodanti' delle banche potrebbero rivelarsi insufficienti. Ma i criteri d'accesso ai prestiti meno stringenti sono certamente un segnale incoraggiante per regalare nuova fiducia a chi ha bisogno di una base economica per la propria azienda o l'acquisto di un immobile.

A cura della Redazione

Parole chiave

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