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Draghi: più credito ai privati per favorire la ripresa economica

Pubblicato il 25/07/2014

Aggiornato il 21/08/2014

I dati resi noti per quanto riguarda il primo semestre del 2014, parlano chiaramente di un'ulteriore contrazione della concessione del credito per quanto riguarda il settore privato nel Vecchio Continente: in particolare, il dato di maggio indica un calo del 2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Mario Draghi dalla Banca Centrale Europea ha messo in guardia contro il pericolo della deflazione, sottolineando che l'Europa corre il rischio di entrare in una spirale, dalla quale sarebbe difficile uscire, anche con eventuali misure straordinarie adottate direttamente a Bruxelles.

Deflazione, dunque, nemico da evitare a tutti i costi, ma ciò che occorre al momento è anche una iniezione di fiducia. Non per niente, i dati provenienti dall'Italia sono in controtendenza fra loro: c'è una piccola ripresa nella richiesta del credito da parte del settore privato, ma le cifre richieste sono sensibilmente inferiori. Il giro d'affari tende dunque inesorabilmente ad assottigliarsi, ma come sottolineato all'inizio, è proprio questa combinazione di fattori che potrebbe rivelare a breve termine un ventaglio di nuove possibilità per chi dovrà richiedere il credito.

Per far ripartire la macchina infatti, le banche dovranno ora ampliare la propria offerta creditizia verso il settore privato, cercando innanzitutto di garantire tassi d'interesse più convenienti, e quindi provando a mettere a punto iniziative che possano invogliare i clienti ad accedere al credito in maniera più fiduciosa, ed ampliando così le proprie richieste. In questo senso il Presidente della BCE Mario Draghi è stato chiaro, sottolineando la necessità di una scossa che deve arrivare con passi compiuti verso la clientela: senza ripresa del settore privato, non ci può essere ripresa economica generale, e questo è un punto sul quale tutti gli economisti convergono senza ombra di dubbio.

Dunque, il calo del due per cento fatto registrare confrontando i dati del 2013 e quelli del 2014, potrebbe davvero rappresentare la scintilla in grado di convincere gli istituti di credito ad offrire una gamma di prodotti più allettanti, che dovrebbe riflettersi in maniera piuttosto rapida su tutto il sistema, garantendo l'attesa boccata d'ossigeno per il settore privato in tutta Europa.

A cura della Redazione

Parole chiave

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