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Cattivi pagatori

I cattivi pagatori sono coloro che in passato non sono riusciti a far fronte al rimborso di una o più rate di un finanziamento così come stabilito nei termini del contratto. Essi vengono segnalati al Sic o nelle banche dati delle Centrali Rischi.

La segnalazione avviene ad opera degli istituti che hanno erogato il finanziamento. Prima, però, in caso di ritardi di pagamenti, gli istituti finanziari sono tenuti ad informare il cliente dell'imminente segnalazione con 15 giorni di preavviso.

Essere presente negli elenchi dei cattivi pagatori può compromettere la concessione e dunque l'erogazione di prossimi finanziamenti e in alcune circostanze più gravi anche l'apertura di un conto corrente. Le banche, infatti, utilizzano questi database per giudicare il merito creditizio dei clienti e scongiurare eventuali pericoli di insolvenza. Questi dati sono funzionali per comprendere il livello di affidabilità dei richiedenti prestiti e mutui. In Italia operano su tale fronte la Centrale Rischi della Banca d'Italia e le centrali rischi private note come Sic, Sistemi di informazioni creditizie: Crif, Experian, Consorzio Tutela Credito e Assilea.

Come sapere se si è cattivi pagatori

Chi vuole sapere se si è stati segnalati come cattivi pagatori, può inoltrare una richiesta di visura al Crif o alla Centrale Rischi della Banca d'Italia. Bisogna compilare un modulo e la risposta si riceverà in una settimana circa. La cancellazione dalla "black-list" avviene invece in modo automatico al termine della scadenza dei tempi previsti dal tipo di segnalazione. A stabilire i tempi massimi di conservazione dei dati nei database è il Codice di deontologia e buona condotta dei Sistemi di informazioni creditizie presente sul sito del Garante della Privacy.

Attualmente per una o due rate (mensilità) pagate in ritardo le informazioni restano per 12 mesi dalla comunicazione della regolarizzazione, a patto che nei 12 mesi successivi i pagamenti siano regolari; i dati vengono conservati per 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione nei casi di 3 o più rate (mensilità) pagate in ritardo, mentre restano per 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l'istituto di credito ha fornito l'ultimo aggiornamento nel caso di finanziamenti non rimborsati. Questi ultimi casi riguardano morosità e gravi inadempienze.

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