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Quali agevolazioni fiscali con la ristrutturazione casa?

Chi ristruttura un’abitazione presente nel territorio italiano può accedere ad alcune agevolazioni fiscali. I contribuenti possono detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) alcune spese che hanno avuto per ristrutturare la propria abitazione. Nello specifico, possono detrarre il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Scopriamo insieme le agevolazioni attuali, chi può beneficiare e per quali interventi: 

  • Agevolazioni fiscali per ristrutturazione casa
  • Chi può fare domanda
  • Quali interventi si possono fare
  • Quando è obbligatorio comunicare all’Enea 
  • Quali documenti deve conservare il contribuente
  • Agevolazione IVA

Agevolazioni fiscali per ristrutturazione casa

Come riportato nella Guida per la ristrutturazione edilizia dell’Agenzia delle Entrate, coloro che decidono di ristrutturare il patrimonio edilizio italiano possono accedere a delle agevolazioni fiscali. L’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi) stabilisce che è possibile detrarre dall’Irpef il 36% delle spese sostenute, fino a un massimo di 48.000 euro per immobile.

Per quanto riguarda le ristrutturazioni realizzate nel periodo che va dal 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2019 è possibile detrarre il 50% a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa per ciascun immobile. La detrazione, salvo ulteriori proroghe, da gennaio 2020 dovrebbe essere del 36% fino ad un massimo di 48.000 euro per immobile.

Inoltre, gli ulteriori benefici dati dalla ristrutturazione edilizia sono quelli di pagare meno IVA e di avere delle detrazioni sugli interessi dei prestiti per ristrutturazione per gli interventi effettuati per l’abitazione principale.

Chi può fare domanda

Come riportato nel sito dell’Agenzia delle Entrate, possono fare domanda per usufruire delle detrazioni: “proprietari o nudi proprietarititolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), locatari o comodatarisoci di cooperative divise e indiviseimprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce, soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.”

Possono avere accesso alla detrazione anche: il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, il componente dell’unione civile e il convivente more uxorio

Quali interventi si possono fare

Gli interventi sono principalmente di questo tipo: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. 

Come specificato nel sito dell’Agenzia delle entrate, con il termine manutenzione straordinaria s’intendono: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Sono definiti interventi di manutenzione straordinaria, per esempio, l’installazione di ascensori, miglioramenti dei servizi igienici, sostituzione di infissi, adeguamenti di scale e tutti quegli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici. 

Per quanto riguarda, invece, la parte relativa al restauro e risanamento conservativo, si tratta di interventi il cui obiettivo è conservare l’immobile, come per esempio prevenzione di situazioni di degrado o modifiche dei solai. 

Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia, invece, rientrano, per esempio: la demolizione e ricostruzione dell’immobile preesistente purché si mantenga la stessa volumetria, la modifica della facciata, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda e costruzione di servizi igienici. 

Per manutenzione ordinaria s’intendono: opere di riparazione, sostituzione pavimenti, infissi e serramenti, tinteggiatura, rifacimento intonaci. 

Rientrano nell’agevolazione anche quegli interventi per la ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi, per eliminare le barriere architettoniche, utili a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico, per migliorare il risparmio energetico, per l’adozione di misure antisismiche, per bonificare dall’amianto e, infine, per evitare gli infortuni domestici.

Quando è obbligatorio comunicare all’Enea 

Bisogna comunicare i dati all’Enea in questi casi: interventi alle strutture edilizie, infissi, impianti tecnologici ed elettrodomestici. I dati devono essere inviati entro 90 giorni dalla data della fine dei lavori. 

Quali documenti deve conservare il contribuente

I contribuenti devono conservare le seguenti documentazioni: ricevuta del bonifico, fatture o ricevute che attestino i pagamenti. 

L’intestatario dei documenti deve essere quello che usufruisce della detrazione. 

Il contribuente deve avere anche: domanda di accatastamento, ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu), delibera approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi fatti nei condomini, dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile (nel caso in cui gli interventi siano fatti dal detentore dell’immobile, se diverso da familiari conviventi), abilitazioni amministrative come concessioni, autorizzazioni, ect.

Agevolazione IVA

L’Iva ridotta al 10% è possibile per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati sulle unità immobiliari abitative. Anche per gli interventi di recupero edilizio è prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%. 

Il 10% di aliquota è applicabile anche per porte, infissi, sanitari, caldaie e tutti quei beni finiti. 

Ristrutturare una casa permette di avere delle notevoli detrazioni fiscali che consentono col tempo di ammortizzare i costi effettuati per l’ammodernamento dell’immobile. 

In conclusione è utile sapere che per il 2019, i contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) alcune spese che hanno effettuato per la ristrutturazione. Nello specifico, possono detrarre il 50% delle spese sostenute con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Prima di iniziare i lavori, è bene informarsi sugli interventi ammissibili e su come preparare la documentazione utili, quali fatture, ricevute e tutto ciò che attesti il pagamento della prestazione e dei beni acquistati per la ristrutturazione. È importante ricordarsi che l’intestatario dei documenti deve essere colui che usufruisce della detrazione. I documenti devono essere sempre conservati dal contribuente in quanto indispensabili in caso di controllo. 

In alcuni casi è obbligatorio comunicare ad Enea la fine dei lavori di ristrutturazione sull’apposito sito dell’ente nelle tempistiche precedentemente indicate. 

Il sito dell’Agenzia delle Entrate fornisce a tutti i contribuenti una guida con tutte le informazioni utili per comprendere al meglio un tema spesso ritenuto complesso dai non addetti ai lavori. 

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