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Cosa sono i prestiti tra privati e come funzionano?

I prestiti tra privati sono tutti quei prestiti che non vengono elargiti da banche o da società finanziarie, ma avvengono appunto tra due soggetti privati.

La prima cosa che ci può venire in mente come risposta a questa domanda è il prestito di denaro tra amici o tra parenti. Questa affermazione è corretta, ma entrando nello specifico i prestiti tra privati hanno anche altre caratteristiche che li distinguono.

I prestiti tra privati si suddividono in:

  • Prestiti tra privati non regolamentati.
  • Prestiti tra privati regolamentati con la presenza di un intermediario autorizzato dalla Banca d’Italia.

Prestiti tra privati non regolamentati

Tali prestiti tra privati senza spese avvengono tra amici, familiari e conoscenti. Sono prestiti regolati tramite il semplice accordo tra le parti.

Possiamo distinguere tra i prestiti tra privati non regolamentati:

  1. Prestito tra privati stipulato con scrittura privata.
  2. Prestito tra privati epistolare.
  3. Prestito tra privati garantito da cambiali.

1. Prestito tra privati stipulato con scrittura privata:

Ricorrendo ad una scrittura privata si formalizza l’accordo. La forma scritta tutela infatti entrambe le parti, mettendo nero su bianco le condizioni che regolano il prestito.

La forma scritta che testimonia l’esistenza di un contratto permette di tutelarsi anche nei confronti dell’Agenzia delle Entrate che potrebbe avere sospetti di fronte ai movimenti di denaro che transitano sui conti correnti di chi ha fatto il prestito e di chi lo sta rimborsando. La scrittura privata costituisce una prova che potrà essere presentata in caso di richieste di chiarimenti da parte del Fisco.

Nella scrittura privata dovranno essere indicati:

  • I dati anagrafici del creditore e del debitore.
  • L’importo prestato.
  • La data certa nella quale viene stipulato il contratto.
  • La durata del prestito.
  • La modalità di rimborso.

Nel documento dovrà anche essere aggiunta la dicitura “contratto di mutuo redatto secondo le norme di cui all’art. 1813 cc e seguenti”, dove verranno specificate le eventuali garanzie scelte dalle parti (garante o ipoteca) e l’eventuale finalità per la quale è stato concesso il prestito (acquisto di un’auto, sostenimento di spese mediche).

Nel contratto si dovrà specificare se il prestito è:

  • Infruttifero, cioè se il creditore non richiede interessi.
  • Fruttifero, cioè comprensivo di interessi. In questo caso si dovrà indicare il tasso richiesto (sempre inferiore al livello dei tassi usurai del periodo) e il creditore dovrà dichiarare gli interessi incassati in dichiarazione dei redditi.
    Il debitore, invece, a differenza di quanto accade nel caso dei mutui bancari, non può detrarre gli interessi passivi versati al creditore.
    Un altro aspetto da considerare e che rende in linea di massima meno convenienti i prestiti tra privati rispetto ai mutui bancari è l’insieme delle imposte richieste.

2. Prestito tra privati epistolare:

In un prestito tra privati epistolare (quindi per corrispondenza), il contratto che disciplina il prestito viene redatto in forma scritta da una delle parti e inviato per posta all’altra parte che, dopo aver firmato il documento, lo rispedisce al mittente.

Per questo tipo di prestito non è obbligatoria la registrazione e quindi non vengono richieste imposte dal fisco.

3. Prestito tra privati garantito da cambiali:

Il prestito viene garantito da questo titolo di credito con un costo per l’imposta di bollo pari al 12 per mille dell’importo della cambiale, che dà la possibilità al creditore di richiedere l’esecuzione forzata del titolo se alla scadenza il debitore non ha rimborsato quanto dovuto.

In tutti i casi sopra elencati, se il debitore non dovesse rimborsare il prestito nei tempi e nei modi indicati nella scrittura privata, il creditore potrà fare ricorso al giudice e ottenere un decreto ingiuntivo per recuperare il credito.
Trascorso termine di 40 giorni, se il debitore non ha fatto opposizione e se non ha provveduto al rimborso del prestito, si potrà procedere all’esecuzione forzata.

Prestiti tra privati regolamentati

Sono prestiti conclusi con la collaborazione di un intermediario autorizzato.

Dall’inglese “to land” (prestare), i prestiti peer-to-peer rientrano nella grande famiglia dei prestiti personali ma, a differenza di questi ultimi, sono finanziamenti concessi da privati ad altri privati via web.

Per questo tipo di finanziamento i soggetti coinvolti sono tre:

  • Prestatore: colui che presta il capitale dietro il pagamento di interessi.
  • Richiedente: il soggetto che richiede il finanziamento per ottenere maggiore liquidità.
  • Piattaforma di social lending, come SmartikaPrestiamoci, punto di incontro tra le due categorie precedenti e gestita dall’intermediario.
    Le piattaforme autorizzate a concedere prestiti tra privati richiedono delle garanzie reddituali o patrimoniali a chi richiede un finanziamento.
    Per questo motivo limitano l’accesso al credito a chi ha un contratto di lavoro dipendente, è autonomo o pensionato.
    Le società di prestiti tra privati prestano particolare attenzione alla sostenibilità delle rate e, prima di concedere il finanziamento, verificano che l’impegno finanziario non superi una quota pari a circa il 35% del reddito lordo.

Questo tipo di prestito è sicuro e conveniente, sia per il Richiedente sia per il Prestatore. 
Sono sicuri innanzitutto perché soggetti alla supervisione dalla Banca d’Italia e sono convenienti perché, grazie a una struttura più semplice rispetto a quella di una banca, hanno minori costi di gestione.

Per il prestatore

Gli intermediari autorizzati a gestire i prestiti tra privati offrono diverse garanzie:

  • Rischio ridotto che i debitori non restituiscano il prestito grazie al sistema di rating.
    Quando viene presentata una richiesta di prestito, gli intermediari consultano le centrali rischi, per verificare se la persona che ha richiesto il finanziamento abbia avuto problemi con il rimborso dei precedenti prestiti.
    Sulla base delle informazioni raccolte, la società che gestisce i prestiti tra privati attribuisce ad ogni richiesta di prestito un punteggio.
    Questo punteggio indica il rischio dell’operazione ed è fondamentale affinché chi offre il denaro possa decidere se finanziare o meno la richiesta.
  • Chi offre il denaro può scegliere che tipo di livello di rischio vuole accettare.
    Più alto sarà il rischio, maggiore sarà il rendimento e viceversa.
    Solitamente per questa scelta ci si affida all’intermediario che stabilisce il livello di rischio massimo accettabile e il tasso di rendimento desiderato.

Per il richiedente

  • I prestiti tra privati sono convenienti per tasso di interesse effettivo inferiore rispetto a quello proposto da banche e finanziarie.
  • Il rimborso avviene mensilmente, attraverso l’addebito diretto in conto corrente delle rate, di importo costante e comprensive di una quota di capitale e di una quota di interessi.
  • Permettono di ottenere un prestito in tempi ridotti.
  • Mentre i prestiti bancari possono avere una durata che arriva fino a 10 anni, nei prestiti tra privati il periodo di rimborso è inferiore.

In caso di insolvenza:

In caso di mancato rimborso del denaro, le società che gestiscono i prestiti tra privati attivano le procedure di recupero crediti.

Alcuni intermediari offrono un servizio di Garanzia di rendimento.
Il servizio prevede la costituzione di un fondo, che rende possibile il rimborso della rata garantita dal contratto anche nell’eventualità in cui la persona che ha ottenuto il prestito non provveda al pagamento.

Questa garanzia è attivata in automatico per i prestiti di importo inferiore a 1.000 euro, mentre è opzionale per i prestiti tra privati che superano questa cifra.

Si può in alternativa decidere di sottoscrivere una polizza assicurativa per tutelare il proprio credito.

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