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Chi può richiedere un prodotto di cessione del quinto?

I finanziamenti garantiti da cessione del quinto sono un'opportunità riservata a chi beneficia di un reddito fisso quali uno stipendio o una pensione.

La cessione del quinto è riservata ai dipendenti privati e pubblici o pensionati INPS ed Ex INPDAP. Le rate vengono addebitate dal datore di lavoro o dall'Ente Pensionistico, una volta terminata l’istruttoria, direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione.

Ne sono esclusi i lavoratori autonomi, i disoccupati ma anche i lavoratori dipendenti privi del contratto a tempo indeterminato.

Inoltre la cessione del quinto non può essere richiesta su tutte le pensioni dal momento che non possono usufruirne i percettori di pensioni e assegni sociali, di invalidità civili e di assegni mensili per l’assistenza per inabilità. Non si può richiedere neppure sulla quota di assegni al nucleo familiare, né tantomeno sulle pensioni cointestate per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione.

La cessione del quinto e i cattivi pagatori 

La cessione del quinto ha indubbi vantaggi per la sua rapidità di erogazione e per la possibilità di durata decennale con una quota fissa che non può superare il quinto della busta paga o della pensione. Ma c’è un altro vantaggio molto importante da considerare: questa forma di prestito può essere richiesta anche da chi è considerato un cattivo pagatore o da chi ha già altri prestiti in corso, una caratteristica unica se si considera che i cittadini segnalati al CRIF (la Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria dove sono registrati i dati delle imprese o dei privati che hanno un finanziamento in corso) hanno poche possibilità di accedere a un finanziamento.
 
Per quanto riguarda i soggetti che possono richiedere la cessione del quinto possiamo distinguere:

  • Dipendenti statali.
  • Dipendenti pubblici (Enti Locali).
  • Dipendenti parapubblici.
  • Dipendenti privati.
  • Pensionati.
  • Medici convenzionati.

Dipendenti Statali

I Dipendenti Statali sono i primi che hanno beneficiato del prestito in busta paga dopo la legge sulla cessione del quinto dello stipendio n.°180/50.

Per impiegato statale, si intende un lavoratore dipendente in servizio presso le amministrazioni statali, che siano esse centrali o locali. Tutti i dipendenti statali possono richiedere la cessione del quinto con durata fino a 120 mesi senza dover motivare la richiesta.

Non è necessaria un'anzianità minima di servizio, ma il contratto d’assunzione deve essere definitivo a tempo indeterminato. Il dipendente statale può richiedere il prestito anche se ormai prossimo alla pensione.

Dipendenti Pubblici (Enti Locali)

I dipendenti pubblici sono soggetti che esercitano la propria attività lavorativa presso Enti della Pubblica Amministrazione  a carattere locale. Per questa tipologia di lavoratori non è richiesta un'anzianità minima e il prestito può essere richiesto anche quando sono vicino all’età pensionabile.

Dipendenti Parapubblici

I dipendenti  parapubblici o parastatali sono lavoratori assunti da enti appunto 'parastatali', e cioè enti pubblici che operano in determinati settori quali, ad esempio, la previdenza sociale nelle sue forme obbligatorie, assistenza generica, enti scientifici e culturali. Sono aziende private ma con una certa percentuale di partecipazione dello Stato.

La figura quindi del dipendente parapubblico è del tutto equiparata, da un punto di vista di possibilità di accesso al credito, a quella di un dipendente pubblico.

Rispetto ai pubblici e statali sono presenti un paio di limitazioni alle possibilità di prestito. In particolare, la scadenza non potrà oltrepassare l’età pensionabile e per importi particolarmente elevati (oltre i 30.000 € di montante) viene richiesta un'anzianità di servizio di almeno 5 anni.

Dipendenti privati

I dipendenti privati sono coloro i quali lavorano presso aziende o società private. Per poter accedere alla cessione del quinto devono avere un contratto a tempo indeterminato. In generale il numero minimo di dipendenti dell’azienda accettato per poter erogare la cessione è di 16 dipendenti, ma meglio informarsi prima dalla Banca o finanziaria desiderata dato che il numero può anche essere maggiore o inferiore.

La banca o la finanziaria potrebbero decidere di non erogare il credito a dipendenti di imprese che vengano viste come ‘poco solide’ dal punto di vista finanziario. Per quanto riguarda la figura del dipendente privato e l’anzianità di lavoro, la legge del 2005 non fa riferimento ad un minimo di anni lavorativi sulla base dei quali rilasciare la cessione del quinto a dipendenti privati. Ci sono banche che richiedono due anni di anzianità, altre invece ne richiedono molto di più. 

L’importanza dell’anzianità di servizio perché per i dipendenti privati vige la regola del rapporto tra il prestito e il TFR: il montante del prestito non può oltrepassare il TFR accantonato moltiplicato per il Coefficiente Assicurativo. Quest'ultimo è un numero variabile tra 1 e 6 assegnato dalle Assicurazioni a ogni Azienda Privata e che dipende dalla solidità della stessa (intesa come numero di dipendenti, anzianità di esercizio, bilanci e così via). Ne consegue che non è possibile finanziare chi è assunto da poco tempo perché non ha sufficiente TFR accantonato. 

Pensionati

Con la legge del 14 maggio 2005, n.80 sono stati ammessi i prestiti ai pensionati estinguibili con cessione fino a un quinto della pensione. la domanda per il prestito va presentata direttamente alla Banca o alla Società finanziaria.

Prima di effettuare la richiesta, però, il pensionato deve rivolgersi alla sede Inps per farsi dare la comunicazione di cedibilità della pensione, ossia un documento specifico nel quale viene indicato l’importo massimo che la rata mensile del prestito non può assolutamente superare, che poi dovrà presentare all’istituto di credito a cui si richiede.

L’importo massimo della rata varia a seconda del pensionato dal momento che dipende da quanto si percepisce. Come si può facilmente intuire dal nome, infatti, ogni pensionato può cedere al massimo un quinto della propria pensione, calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali e di eventuali trattamenti al minimo. Un pensionato puoi richiedere un prestito con piano di ammortamento fino a 10 anni (che deve terminare entro gli 86 anni di età) senza dover presentare alcuna garanzia aggiuntiva e senza controllo della tua affidabilità finanziaria (CRIF).

L'Inps provvede poi a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione. La durata del contratto di prestito come suddetto non può superare i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione.

Alcune pensioni risultano non finanziabili:  

  • Tutte quelle di ammontare inferiore a 600€ perché se ridotte dalla rata non garantirebbero al pensionato il minimo vitale.
  • Pensioni e assegni sociali.
  • Invalidità civili.
  • Assegni mensili per l'assistenza ai pensionati per inabilità.
  • Assegni di sostegno al reddito (VOCRED, VOCOOP, VOESO).
  • Assegni al nucleo familiare.
  • Le pensioni cointestate (ad esempio le reversibilità cointestate tra il coniuge e i figli).
  • Prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.

Medici Convenzionati

Pur non trattandosi di un rapporto di lavoro dipendente in senso stretto, la costanza dei compensi mensili permette di proporre anche ai Medici in regime di Convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale i prestiti con Cessione del Quinto o Delega.

Le condizioni praticate sono quelle migliori perché sono le stesse dei Dipendenti Pubblici e Statali. Il prestito deve però sempre terminare entro l'età pensionabile convenzionale.

In tema di finanziamenti e, in particolare, di cessione del quinto, ricordiamo che per trovare la soluzione più conveniente e migliore in termini di combinazione durata e rate, basta cercarla su PrestitiOnline.it, nella sezione dedicata ai finanziamenti con cessione del quinto.

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